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venerdì 27 aprile 2018

L'imprinting di nascita

Non c'è conoscenza e cultura degli effetti devastanti che possono avere un concepimento e una gravidanza non armonici o un parto non rispettato (o traumatico) su bimbo, mamma e sul relativo sistema familiare. Nè sull'imprinting che questi eventi precognitivi lasciano se non integrati a livello corporeo e animico e su cosa possono portare durante la fase di crescita del bimbo e poi in età adulta.
Chi mi conosce sa che questo è un tema che mi sta molto a cuore, che affronto e vivo quasi quotidianamente nel lavoro con mamme, bambini e adulti. L'imprinting del tema di nascita, se non integrato, lascia temi corporei che poi si trasformeranno in temi emotivi ed infine in sintomatologie. E' un'esperienza, questa, che ho vissuto in prima persona, ed è un tema che mi ha segnato per lungo tempo. E che mi ha condotto e mi motiva ogni giorno a fare il lavoro che faccio.
Ray Castellino, Frank Lake, David Chamberlain, Dominique Degranges, Matthew Appleton, Maggie Kline, tutti pionieri del lavoro per integrare i traumi prenatali e perinatali. Negli ultimi 20 anni si è scoperto e studiato che molte patologie che si sviluppano in età adulta trovano le loro radici nel periodo intorno alla nascita, che neonato e embrione sono pienamente ed estremamente sensibili e senzienti.
E' un tema su cui è essenziale operare, sia nei bambini, (questi schemi traumatici sono molto più semplici da rilasciare in tenera età) sia negli adulti per eliminare un imprinting che spesso è causa di profonde sofferenze, depauperamento energetico e una mancata adesione alla propria missione di vita. Il nostro sistema corporeo ha una potenza vitale forte che non chiede altro che essere messa nelle condizioni di lasciare andare e riequilibrarsi.  Il lavoro Biodinamico e quello Perinatale a livello del campo personale sono particolarmente efficaci rispetto a queste tematiche. Nella mia esperienza il cambiamento è immediato ed evidente. Con un forte riequilibrio che coinvolge a cascata tutto il sistema della vita della persona.
Il mio auspicio è che la consapevolezza e la conoscenza di questi temi aumenti, che in Italia si formino tanti operatori disposti a lavorare a livello corporeo sui temi perinatali (cosa che sta già avvendendo ampiamente negli Stati Uniti e in Canada), perchè si può fare davvero la differenza nella vita di una persona.

Maria Cristina Leboffe
©2018 citazione con riproduzione integrale


photo by tama66 on pixabay

giovedì 8 marzo 2018

Il trauma perinatale

In questo giorno dedicato alle donne, il mio primo pensiero è andato a mia madre.
Mia madre che, nella sua vita ha lottato. A mia madre che, discriminata a vari livelli, non ha potuto esprimere sè stessa pienamente. Poi il mio pensiero ha fatto un salto. A mia madre che ha sofferto (e solo lei può sapere quanto) per gli effetti di quella che, solo oggi, si ha il coraggio di chiamare "violenza ostetrica". Termine che non mi piace usare per niente, ho amiche e colleghe ostetriche, ma che purtroppo rende bene la condizione in cui le donne si trovano a dover partorire. Zero accoglienza, zero ascolto, e, nel peggiore dei casi, sopruso. Certo, ci sono anche le eccezioni, non dico che questa fosse e che sia tutt'oggi la regola: il vero problema è che non c'è conoscenza degli effetti devastanti che può avere un parto non rispettato su bambino e mamma, che imprinting lascia se non viene integrato, cosa porta in età adulta. Chi mi conosce sa che questo è un tema che mi sta molto a cuore, che affronto e vivo quasi quotidianamente nel lavoro con le mamme e bambini per integrare i parti con caratteristiche traumatiche. E' un tema che ho vissuto in prima persona attraverso la mia nascita e quella di mio fratello prima di me, ed è un tema che mi ha segnato e ha segnato la mia famiglia per lungo tempo. E che mi ha accompagnato e portato a fare il lavoro che faccio.
Ray Castellino, Frank Lake, David Chamberlain, Dominique Degranges, Matthew Appleton, Maggie Kline, tutti pionieri del lavoro per integrare i traumi prenatali e perinatali. Negli ultimi 20 anni si è scoperto e studiato che molte patologie che si sviluppano in età adulta trovano le loro radici nel periodo intorno alla nascita, che neonato e embrione sono pienamente ed estremamente sensibili e senzienti.
E' qui che è essenziale operare, perchè questi schemi traumatici sono molto più semplici da rilasciare in tenera età. Il sistema corporeo dei bambini ha una potenza vitale talmente forte che a volte bastano poche sessioni di biodinamica/lavoro perinatale, e il cambiamento è immediato ed evidente. Con un forte riequilibrio che coinvolge a cascata tutto il sistema familiare.
Il mio auspicio è che la consapevolezza e la conoscenza di questi temi aumenti, che in Italia si formino tanti operatori disposti a lavorare nel perinatale. Un collega una volta mi disse "E' dai bambini che bisogna partire, lì si può fare la differenza". Ed è vero.

dedicato a mia madre
e al suo coraggio
Pranava MC Leboffe
©2018 riproduzione integrale


foto: meghanelizabethphotographymn.com

domenica 4 febbraio 2018

L'influenza del campo al momento del concepimento e nell'embrione

La teoria dei Campi Morfici è stata introdotta dal biologo e saggista inglese Rupert Sherldrake nel 1981(*). La sua teoria è estremamente limpida e chiara (per quanto non accettata e anzi contrastata dalla scienza ufficiale): Sheldrake sostiene che un individuo è frutto non soltanto di geni ereditati ma è influenzato dalla risonanza con individui delle precedenti generazioni e con i loro campi organizzativi, che definisce appunto Campi Morfici. Questa risonanza si manifesterebbe sia negli attributi fisici che di comportamento (e io aggiungo, per la mia esperienza di lavoro, emotiva). Noi condividiamo una risonanza forte con i nostri genitori e a livello meno forte, ma sempre presente, con i nostri nonni.
L'altro aspetto che l'applicazione di questa teoria porta, e che va messo bene in evidenza, è che anche la nostra morfogenesi (sviluppo embrionale) viene organizzata e dipende da questi campi:

“Quindi, la risonanza con il campo e il campo stesso, come organizzano il nostro sviluppo? Immaginiamoci ogni tipo di campo come un vento invisibile. Il vento ci ha soffiato intorno, ha preso e portato qualità che provengono da molte variabili, incluso il tempo e lo spazio dei nostri genitori e nonni, la qualità dell’aria, il cibo, l’acqua intorno a nostra madre prima e mentre venivamo concepiti; la qualità della relazione tra i nostri genitori; la loro motivazione per portarci in questo mondo; il clima culturale del tempo. Noi arriviamo e [come embrioni, ndt] incontriamo questo ‘vento’ veniamo formati da esso, e contribuiamo a imprimere anche la nostra firma [esperienza di vite passate, ndt]
[…]Fattori chimici, elettrici e ormonali (che includono le emozioni, perché la chimica del corpo e le emozioni si riflettono l’una nell’altra)” (**) contribuiscono a creare quello che è il campo biologico, energetico, emozionale dell’embrione prima, del bimbo e dell’adulto poi, costituendo un imprinting che può condizionare, se non integrato, la nostra vita.
I metodi di lavoro, come la Biodinamica, il Prenatal and Perinatal Healing e il lavoro somatico sui traumi, affrontano questi temi lavorando nel campo vibrazione dell’individuo, perché è solo a questo livello che questi temi possono essere sciolti, così che il vento della nostra vera vita e natura come anime uniche e speciali possa riprendere a soffiare. L’alternativa spesso è vivere una vita che non è realmente nostra, legata a credenze e atteggiamenti che non sono veramente nostri ma che ci sono stati trasmessi al concepimento o attraverso l’asse familiare.

Maria Cristina Leboffe©2018
citazione consentita con riproduzione integrale

(*) Rupert Sheldrake, A New Science of Life, 1981.
(**) Mia Kalef, The Secret Life of Babies, How our rebirth and birth experiences shape our workd, 2014 (traduzione Maria Cristina Leboffe)





giovedì 7 dicembre 2017

Rivivere il processo di nascita

Quando l'Anima si unisce completamente al corpo, l'incarnazione in questa vita è compiuta.
Si percepisce una sensazione di completezza e di gioia che non è facile descrivere.
Quello che si era convinti di avere perso, ritorna.
Quello che si pensava di essere, cambia.

L'esperienza dell'incarnazione è stata una scelta fatta dalla nostra Anima lungo il suo cammino di evoluzione.
A volte ci possono essere tematiche, specialmente durante il parto, che bloccano o rendono molto impegnativo il completamento di questo processo di incarnazione, di presenza totale nel corpo.

Completare e rivivere il proprio processo di nascita in età adulta è l'esperienza che completa e integra le dinamiche occorse in corrispondenza del momento del parto. Il processo avviene nel corpo adulto, ma le dinamiche e le sensazioni corporee che si sentono sono quelle del bimbo che sta nascendo.

Completare e rivivere il proprio processo di nascita può dare un nuovo corso alla nostra esistenza. Vecchie credenze si sciolgono come neve al sole, tutto ciò che sembrava bloccato, riprende a scorrere.
E' il miracolo della vita che torna alla sua propria natura biodinamica, quella, appunto, di una vita in movimento.

Maria Cristina Leboffe
(tutti i diritti riservati)

giovedì 10 agosto 2017

Il Trauma ascoltato

La potenza del metodo Biodinamico è nell’ascolto.
Un ascolto presente, un ascolto senza giudizio.
Un ascolto che avviene tramite un contatto che l’operatore offre al cliente.

Un contatto dolce e non invasivo, un contatto che c’è, semplicemente, non chiede e non vuole ottenere niente, un contatto che è.

Quando avvengono dei traumi evolutivi, ovvero in quel periodo di tempo che trascorriamo nella pancia della mamma e nei nostri primi mesi di vita, tali traumi restano nel sistema nervoso autonomo della persona, e in quelli che sono i sensi dell’embrione.
L’embrione, contrariamente a quanto si credeva fino a pochi anni fa, sente e percepisce.
Con non 5, bensì con 12 sensi (David Chamberlain, Windows to the Womb*): per citarne alcuni, il senso del contatto attivo e passivo, il caldo e il freddo, il dolore (!), il bilanciamento, il senso di gravità e l’orientamento nello spazio.

Quando si ha a che vedere con questo tipo di traumi, a poco serve la nostra parte cognitivo-razionale, che si sviluppa ben dopo la nostra nascita. Questo tipo di traumi vanno accolti e rilasciati ‘parlando’ un linguaggio analogo a quello dell’embrione, del feto e del nuovo nato.

Un linguaggio che, tramite il tipo di contatto che avviene nelle sessioni di Biodinamica Craniosacrale, viene parlato tra le mani dell’operatore, il suo stato di presenza amorevole, e il corpo del cliente. Quello che il sistema dell’operatore silenziosamente trasmette tramite il contatto al corpo del cliente è: io sono qui, per te, sei al sicuro, sei protetto, se vuoi puoi lasciare andare.

E qui il corpo parla, con scariche emotive, rilasci muscolari, rilassamento.
E, un infinito sollievo.

Maria Cristina Leboffe
(tutti i diritti riservati)


(*) David Chamberlain, Ph.D è un pioniere della psicologia prenatale e uno dei fondatori e leader dell'Associazione per la Psicologia e la Salute Pre e Perinatale (APPPAH).